CARLA
MARAZZATO
Sfare
variazioni sul tema
Immobile
questa faccia di cera
che ora si scioglie.
Sotto siamo tumulto.
Una finestra s’apre:
enormità d’amore,
cura rabbia gioia paura.
Ecco negli angoli degli occhi
a controllare altri e poi se stessi
comparando. Ecco l’imbarazzo
che ricompone quel fiatone
che raffredda quel calore
e di nuovo immobili.
Direzione coreografica: Carla Marazzato
Musica dal vivo: Duccio De Rossi
In scena: Aisling Lenti, Aurelio Latella, Elena Pellizzon, Elisa Carmen Brumat, Elisabetta Tiveron, Francesca Campagna, Nicola Andriollo, Sara Lonardi, Silvia Barbon, Silvia Costantini
Sfare si concentra sul disfacimento, sullo sciogliersi di un immagine impeccabile che spesso vuole essere proiettata. Esplora il movimento vitale che spesso si rivela sotto la superficie di un volto impassibile. Sfare ci chiede di abbandonare la maschera, per un istante, e mostrarsi a noi stessi per quello che siamo: animali emotivi (nel significato originale della parola emozione: ciò che mette in movimento).
Il tema è quindi il disfacimento, lo sciogliersi, e poi il ricomporsi, per osservare cosa è cambiato, non nella forma ma nella sostanza. E' un gioco con ciò che sembra e ciò che è, con la verità, l'onestà, uno stare in bilico tra il mondo dentro e il mondo fuori.
In questo tumulto interiore si apre una finestra sui percorsi, e succede che rabbia, amore - sensualità e cura, delicatezza - e folle gioia riempiono gli spazi, per poi ricomporsi nell’imbarazzo d’aver lasciato quel piedistallo. Intanto il fiatone rallenta e gli occhi se ne riescono, prima di rituffarsi nell’immagine che ancora ansima e suda e presto si raffredda e si nota la fierezza e ancora un barlume di gioia d’essere vivi.
La trasformazione è carnale e passa attraverso il movimento del corpo amalgamando, sudando, impastando. I performer sono un corpo unico. Tutte le parti di questo corpo si muovono in totale assonanza tra loro, completamente dentro al momento presente.
Sfare si propone come una 'variazione su tema', perché per sua natura si oppone ad una struttura ferrea, seppur mantenendo il suo scheletro essenziale. Per questo lascia un margine di interpretazione e di genuinità ai performer, che portano in scena il loro essere presenti in quel preciso momento, diversi come naturalmente siamo diversi in ogni momento.
Ad accompagnare questo viaggio c'è la musica dal vivo, che vibrando va a toccare la materia, facilitando il processo di trasformazione.
scheda tecnica
Durata: 40 min. circa
Spazio minimo: 5x5 mt
Luci: 8 pc 1000 (min. 6)
Adattabile anche in spazi teatrali non convenzionali all'interno o all'aperto
In scena ci possono essere da un minimo di 5 a un massimo di 10 performer
foto Enrica Mangolini

